L’ARTE DEGLI ESTRATTI WITHANIA E SERENOA

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L’Arte di creare dei fitopreparati non è un’arte che si apprende da soli, ma si riceve da un Magister. La via è proprio questa imparare da chi è bravo ed ha molta esperienza. Se molte volte possiamo percorrere metodologie codificate, come per esempio quella della preparazione di estratti idroalcoolici basati sulla farmacopea francese dove il rapporto tra droga e solvente è 1 : 10, in altre situazioni dobbiamo chiederci: qual’è il fine ultimo del nostro agire?

La risposta non è quella di fare un buon o ben fatto estratto ma quella di fare un estratto dove la quantità giornaliera di gocce abbia realmente un’attività farmacologica considerevole.

Fare prodotti che non servono a nulla… ovviamente è bene evitarlo.

Come Scuola di Naturopatia ci preme molto non solamente insegnare la giusta metodologia per fare una corretta diagnosi ma anche                           l’uso corretto e valido delle piante officinali.

Difatti, vedremo sempre la compressa o capsula come un ripiego, mentre l’estratto idroalcoligo e glicerinato come la via maestra della fitoterapia, visto che questi estratti sono molto facilmente e velocemente assimilabili.

Quindi dal punto di vista tecnico con fini didattici i nostri due estratti sono stati messi a macerare in un rapporto 1 parte di droga e 5 parti di solvente a 65 gradi, per una durata di 30 giorni.

Lo scopo sperimentale dell’estratto di Serenoa è quello di “realmente impedire la conversione del testosterone in diidrossidosterone. Siccome l’effetto è facilmente comprensibile da parte di un uomo… non abbiamo dubbi sulla sua efficacia.

Di  lato: a sinistra Withania somnifera a destra Serenoa repens tutto 1 : 5

Per la Withania abbiamo preferito un taglio molto fine della radice, mentre per il Serenoa, vista la difficoltà di estrarre i principi attivi abbiamo preferito partire dalla polvere di frutti.

Withania somnifera   Famiglia: Solanaceae

Provenienza: India, Sud Africa, Asia orientale, bacino del Mediterraneo.  

Principi attivi: la maggior parte dei costituenti sono witanolidi (lattoni steroidali con lo scheletro dell’ergostano) ed alcaloidi quali: witaferina A, witanolide I, II, III, A, D, E, F, G, H, I, J, K, L ed alcaloidi quali anaferina, isopelletierinaSono state distinte ben 23 specie diverse di piante appartenenti al genere Withania di cui però solo la Withania somnifera sembra possedere proprietà medicamentose.

I principi attivi sono concentrati soprattutto nelle radici e nelle bacche della pianta ma anche nelle foglie e nel fusto. Al momento sono stati riconosciuti e separati 12 alcaloidi, 35 witanolidi e diversi sitoindosidi.

La maggior parte delle proprietà ascritte Withania somnifera sono tuttavia attribuite, a oggi, ai due witanolidi principali: witaferina A e witanolide D.  

Attualmente viene utilizzata soprattutto come adattogeno. Gli adattogeni rappresentano una classe di composti (vegetali), sono in grado di indurre nell’organismo ammalato condizioni di accresciuta resistenza alle malattie stesse.

Gli adattogeni sono relativamente innocui, non hanno uno specifico meccanismo d’azione, normalizzano le condizioni patologiche e sono generalmente rappresentati dai glicosidi e alcaloidi delle piante. Diversi studi clinici e ricerche effettuate sugli animali sembrano supportare l’utilizzo dell’ashwagandha nel trattamento dell’ansia, dei disordini neurologici e cognitivi, nelle infiammazioni

Proprietà farmaco-tossicologiche

Gli effetti biologici e farmacologici dell’ashwagandha sono da attribuire ai lattoni steroidei (witanolidi) in essa contenuti. L’ashwagandha possiede proprietà adattogene (antistress), anti-infiammatorie, immunomodulanti, antitumorali, antiossi-danti ed emopoietiche ed inoltre esercita, attraverso meccanismi d’azione non del tutto chiariti, effetti sul sistema endo-crino, sugli apparati cardiovascolare e respiratorio e sul sistema nervoso centrale. 

Alla base delle proprietà adattogene sembra esserci una inibizione dell’up-regulation dei recettori dopaminergici a livello del corpo striato indotta dallo stress . L’effetto immunostimolante della pianta sembra invece essere correlato alla proprietà di indurre la sintesi di monossido d’azoto (NO) da parte dei macrofagi . La witaferina A è, tra i principi attivi presenti nell’ashwagandha per i quali è stata dimostrata attività antitumorale ( come voi sapete non non amiamo questo termine… quindi consideratelo dal punto di vista didattico e come preventivo).

Alcuni alcaloidi come la witanina, la witaninina, la witasomnina (quest’ultima favorirebbe la regolarità del sonno),

la Withania somnifera principalmente come rimedio antistress per migliorare i tempi di reazione, supportato da dati clinici. Ne riporta anche l’utilizzo indicato in diverse farmacopee come tonico generale per aumentare l’energia, per migliorare lo stato di salute generale e come coadiuvante protettivo nella prevenzione delle malattie negli atleti e negli anziani.

Serenoa (Serenoa repens = Sabal serrulata = Serenoa serrulata) è il nome di una palma che cresce negli stati affacciati sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti, nel sud Europa e nell’Africa del nord. Questa piccola palma (non supera i 3 metri di altezza) produce bacche di colore rosso scuro, monoseme e di dimensioni simili ad olive, che ne costituiscono la droga.

Proprietà curative: Contro l’Iperplasia prostatica benigna

La Serenoa repens è oggi largamente utilizzata nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e dell’alopecia androgenica (caduta dei capelli sostenuta da disordini endocrini). I suoi princìpi attivi (trigliceridi, fitosteroli, derivati del sitosterolo, flavonoidi) le conferiscono proprietà antiandrogeniche, che espleta principalmente attraverso un’azione diretta sui recettori del diidrotestosterone, ed indiretta, tramite l’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi.

Cos’è il DHT

Il diidrotestosterone (DHT) è l’ormone androgeno più potente dell’organismo e la sua attività è 4-5 volte superiore rispetto al testosterone da cui deriva. Il diidrotestosterone viene sintetizzato grazie all’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi che rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5. Questa banale modifica chimica aumenta notevolmente l’affinità dell’ormone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza, l’attività.

L’enzima 5-alfa reduttasi è molto concentrato nella cute, nel fegato, nel sistema nervoso centrale (dove è presente soprattutto l’isoforma di tipo 1) e nella prostata (dove si concentra l’isoforma di tipo 2).

Se prodotto in eccesso, il diidrotestosterone, in virtù del suo forte potere androgeno, favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica. Da qui l’utilizzo di farmaci capaci di bloccare l’enzima 5-alfa-reduttasi, di derivazione fitoterapica (come la Serenoa) o di sintesi (come la finasteride), nel trattamento di queste condizioni.

A differenza del finasteride e della dutasteride, che inibiscono solamente una od entrambe le isoforme dell’enzima 5α-reduttasi, la serenoa agisce ad un duplice livello, bloccando l’enzima da un lato ed impedendo l’interazione del DHT con il suo recettore dall’altro.

L’inibizione dell’enzima 5-alfa-reduttasi, con conseguente blocco della conversione di testosterone in DHT, e del legame tra diidrotestosterone ed il suo recettore, sono stati dimostrati in vitro, ma sembrano troppo deboli affinché possano realizzarsi in vivo. Tutto ciò è sostenuto anche dal fatto che, pur risultando piuttosto efficace nel risolvere la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica benigna, la droga non porta a riduzioni significative del volume prostatico.

Ulteriori applicazioni salutistiche

La serenoa è dotata anche di effetti antifiammatori e spasmoltici sui muscoli delle vie urinarie, ricalcando, in questo senso, l’azione di un’altra categoria di farmaci utilizzati nel trattamento dell’ipertrofia della prostata e chiamati alfa-bloccanti. La contrazione dei muscoli prostatici favorisce infatti l’ostruzione dell’uretra, responsabile dei disturbi di minzione associati all’IBP.
La sommatoria di tutti questi effetti sarebbe responsabile dell’efficacia clinica della serenoa nel ridurre la sintomatologia associata all’ipertrofia prostatica, con un’azione paragonabile a quella della finasteride. La tollerabilità della droga sembrerebbe, invece, addirittura superiore.

PROSTATA & PROSTATITE

Dopo i 50 anni la prostata risente del “passare” del tempo è può, in alcuni casi, ingrossarsi progressivamente a causa di un piccolo gruppo di ghiandole poste a ridosso del canale urinario (URETRA) che la attraversa, schiacciandola verso l’alto. In ogni caso anche la prostata, come altre parti del nostro corpo, nel tempo diventa più “fibrosa” e rigida. Il ruolo dell’intestino e quindi dell’alimentazione rimane un fattore primario per avere un basso ventre fresco e una vescica decongestionata con la capacità di “TRATTENERE” l’urina.

CIBI DA ELIMINARE: Latte –  formaggi  – pomodoro – tutti i tipi di lattuga  – tutti i tipi di cavoli cotti – tutti i tipi di legumi – zucchine – cetrioli –  melone – anguria – zucca – Pane e Pizza lievitati con lievito di birra – Dolci

Oligum Rame – Oro – Argento

1 fiala sotto la lingua, trattenere x circa un minuto mattina e sera.

La sinergia di questi tre oligoelementi dinamizza la risposta dell’organismo migliorandone l’efficienza. Il rame svolge un’attività antinfiammatoria inibendo le prostaglandine responsabili delle infiammazioni, l’oro e argento invece determinano un’azione antibatterica e antivirale. Rame – Oro – Argento agisce in termini cinetici nella risposta contro l’affaticamento, stanchezza, abbassamento delle difese immunitarie, depressione ecc.

Fitopreparato Sequoia Mater  (azione anabolica-riparatrice degli organi riproduttivi)

50 gocce in poca acqua PRIMA i tre pasti. Questo fitopreparato svolge un’azione antinfiammatoria specifica della prostata, del basso ventre e delle vie urinarie stimolando la capacità anabolica e riparatrice degli organi riproduttivi ed urinari (Sequoia gemmo + Ribes nigrum gemmo). La presenza di ippocastano riduce/elimina la stasi pelvica del sangue dovuto alla congestione della prostata.